Nelle ultime settimane, nel panorama delle rinnovabili italiane, si sono succeduti diversi colpi di scena degni di un thriller. Dopo il Decreto Agricoltura che abbiamo già commentato, ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale la nuova versione dell’attesissimo Decreto Aree Idonee, che rimbalza il dovere di coerenza verso gli obiettivi europei in seno alle regioni. Il Decreto Aree Idonee ci indica la via: Come se non bastasse, qualche giorno fa, sul Sole 24Ore, è comparsa un’intervista al Ministro Picchetto Fratin che ha chiosato: “Dal nucleare fino al 22% della richiesta di energia elettrica da qui al 2050”. Mala Tempora currunt – seconda parte.
Come? Nel modo più tipico della legislazione italiana che caratterizza questo settore: i diversi target da raggiungere vengono ripartiti tra le regioni, distribuiti nel tempo, in modo che ciascuna sappia quale è il suo obiettivo, lasciando però alle stesse regioni la più ampia scelta su dove raggiungerlo. Ma come?