Un thriller dal titolo: “rinnovabili”

Nelle ultime settimane, nel panorama delle rinnovabili italiane, si sono succeduti diversi colpi di scena degni di un thriller. Dopo il Decreto Agricoltura che abbiamo già commentato, ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale la nuova versione dell’attesissimo Decreto Aree Idonee, che rimbalza il dovere di coerenza verso gli obiettivi europei in seno alle regioni.
Come? Nel modo più tipico della legislazione italiana che caratterizza questo settore: i diversi target da raggiungere vengono ripartiti tra le regioni, distribuiti nel tempo, in modo che ciascuna sappia quale è il suo obiettivo, lasciando però alle stesse regioni la più ampia scelta su dove raggiungerlo. 

Ma come?

Il Decreto Aree Idonee ci indica la via:

  • da un lato amplia le aree "non idonee" comprendendo quelle vincolate art 136, c.1, lettere a) e b) - oltre a un molto poco chiaro art. del D.Lgs. 42/04;

  • dall’altro consente alle regioni di ampliare le aree di tutela anche ad articoli 142 e 143, oltre che al resto del 136, legittimando un possibile buffer, ovviamente di area "non idonea", fino a 7 km da ciascun bene vincolato, andando astrattamente a rendere inidoneo ogni particella di terreno dell’intero territorio nazionale!

Come se non bastasse, qualche giorno fa, sul Sole 24Ore, è comparsa un’intervista al Ministro Picchetto Fratin che ha chiosato: “Dal nucleare fino al 22% della richiesta di energia elettrica da qui al 2050”. 

Mala Tempora currunt – seconda parte.

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